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"Napoleone il Grande, quivi passando nel 1814, tolto nel campo
adiacente l'aratro di un contadino, provossi egli stesso ad arare:
ma i bovi ribelli a quelle mani, che pur seppero infrenare l'Europa,
precipitosamente fuggivano nel solco".
Partito Napoleone, l`Elba venne affidata all'efficiente
amministrazione dei granduchi di Lorena. Durante questo periodo
l'isola rinacque economicamente col rilancio della produzione
agraria, mineraria e di nuovi settori produttivi a carattere
artigianale. Ciò coincise con un fatto storico e demografico di
grande rilievo, quando dagli antichi borghi un numero sempre
crescente di abitanti cominciarono a scendere verso il mare; così,
da poche casupole sparse e magazzini di pesca sulla spiaggia, Porto
Longone, la Marina di Marciana, la Marina di Campo e la Marina di
Rio divennero, in un tempo relativamente breve, dei piccoli centri
attivi, progressivamente sempre più popolosi e animati da piccoli
traffici economici, commerciali e marittimi diffusi.
Invero, Capoliveri non fu molto coinvolta in questo movimento
migratorio interno, dalla collina al mare, dovuto alla definitiva
sconfitta della pirateria barbaresca, alla relativa cessazione della
guerra da corsa, e al conseguente aumento dei traffici per mare.
Essa seppe ritrovare, accanto al proprio antico orgoglio, una
autonoma rinascita economica: i campi ripresero a essere lavorati,
la produzione del vino toccò quantitativi assai elevati e di buona
qualità: Lacona, con Mola e le colline atterrazzate intorno al
capoluogo, divennero nuovamente rinomate per la produzione di
Aleatico, di Moscato, Sangioveto e di un vino bianco, secco e
robusto. La vendita di frutta, legumi e ortaggi, come primizie nei
mercati delle città costiere della Toscana e del Lazio portò nuova
linfa economica; riprese anche la produzione del minerale ferroso,
con le prime tecnologie applicate alla coltivazione delle grandi
caviere di punta Calamita e di cala del Ginepro. Nel 1819, la tenuta
di Monte Calamita fu ceduta dal Comune di Portolongone
all'industriale di origine francese Morel, il quale poi la cedette,
nel 1854, alla marchesa di Boissy.
In quegli anni, un buon numero di
`omini della vena' lavorarono nello sfruttamento delle cave a `cielo
aperto' e parteciparono attivamente alla costruzione di un nuovo e
più lungo pontile per l'attracco di bastimenti di maggiore stazza.
Nel trentennio 1851-1881 la `Regia Cointeressata' rilanciò
grandemente la produzione del minerale apportando miglioramenti
tecnici; soprattutto venne ultimato il nuovo pontile a mare alla
Calamita.
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La produzione mineraria ebbe un notevolissimo incremento, almeno
fino alla seconda metà dell'Ottocento, quando il minerale estratto
veniva venduto per i quattro quinti a nazioni straniere, fra le
quali, la Francia, l'Inghilterra e, in minor quota, gli Stati Uniti
d'America. Famoso in quegli anni fu il progetto di collegare con un
sistema ferroviario unificato tutte le miniere del versante
orientale dell'Elba, da Rio Albano alla Calamita, facilitando la
nascita di un grande centro siderurgico a Portolongone o, in seconda
ipotesi, a Portoferraio. |
Si dovette attendere fino al Capitolato
d'appalto del 1897, vinto da Giuseppe Tonietti, per una gestione di
lungo periodo e soprattutto per avviare quel processo d'integrazione
produttiva che, collegando le miniere con lo stabilimento di
Portoferraio, dette vita alla nascita dell'Elba, Società Anonima di
Miniere e Altiforni'.
Coinvolta nelle lotte risorgimentali
Capoliveri, come tutta l'Elba, aveva dato un notevole contributo
all'Unificazione italiana e aveva ospitato un personaggio non
secondario del nostro Risorgimento, il dottor Vincenzo Silvio, che
qui aveva svolto per lunghi anni la professione di medico condotto;
continuamente segnalato dal `Consultore Governativo', come elemento
da tenere sotto controllo perché ritenuto repubblicano.
Nella seconda metà dell'Ottocento, i cavatori del ferro del
versante capoliverese dettero vita alle prime rivendicazioni a
carattere economico e alle relative lotte salariali che furono
segnalate, dallo stesso Ministero dell'Industria, come uno dei più
importanti contributi alla nascita di una coscienza sindacale fra i
lavoratori. Capoliveri così fu uno dei primi centri dell'Elba a
diversificarsi per una identità politica nuova, diffusa e avanzata
verso idee repubblicane, socialiste e anarchiche. Nel dicembre 1886
accaddero dei disordini, mai del tutto chiariti, che portarono
all'uccisione di due persone da parte delle forze dell'ordine. Il
giovane neolaureato elbano Pietro Gori, uno dei fondatori del
partito dei lavoratori e famoso anarchico, pronunciò le prime forti
e solidali parole di protesta per quelle vittime.
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