|
Ritratto del Dr. Vincenzo
Silvio
di Marisa Tesoriere - Ornella Vai
Il Risorgimento è stato uno dei
periodi più gloriosi della nostra storia e tutti i paesi che
possono annoverare fra i loro figli dei patrioti, ne conservano cara
nel tempo la memoria. E' stata grande la nostra sorpresa quando nel
cercare notizie su Vincenzo Silvio, medico e patriota di Capoliveri,
abbiamo trovato molte difficoltà a reperire documenti che lo
riguardino.
Le prime notizie discordanti concernono la data di
nascita: il Prof. Preziosi in "Fermenti patriottici, religiosi
e sociali all'Isola d'Elba -1821-1921" asserisce che Vincenzo
Silvio nel 1829, all'età di diciotto anni, collocando quindi la
nascita nel 1811, fu arrestato a Roma insieme ad altri carbonari e
condannato a 10 anni di reclusione.
Sempre nella stessa opera, in una nota, il Dr. Vincenzo Silvio,
segnalato nel 1853 fra le persone politicamente sospette, viene così
descritto: "Chirurgo di Capoliveri di anni 52 circa Sembrerebbe
quindi che egli fosse nato nel 1801.
Nei registri della Parrocchia
di Capoliveri, nell'anno 1801, non risulta tale nascita.
La maestra Haydée Messina in un suo articolo pubblicato sul
Corriere Elbano del 19 maggio 1960 afferma che Vincenzo Silvio
nacque a Capoliveri il 9 maggio 1805.
Purtroppo i registri anagrafici della Parrocchia di Capoliveri
recano una sospensione, come si legge in calce ad uno di essi, che
va dal 1804 al 1816.
Dai documenti esaminati appare certo che, studente universitario, fu
arrestato a Roma, rinchiuso nelle carceri pontificie e condannato.
Per indulto del Papa, ma sembra in seguito alle pressioni dello zio,
Don Tommaso Silvio, la pena gli fu commutata in una sorveglianza
speciale.
Terminati gli studi all'Università di Pisa, nel 1837 ebbe la
condotta di Capoliveri e poco dopo, il 22gennaio 1838, contrasse
matrimonio con la signora Desideria Capocchi.
Vincenzo Silvio non rinnegò mai le sue idee ed a causa di esse fu
perseguitato ed ostacolato nella sua carriera.
Nel 1851 gli venne tolta la condotta di Capoliveri, motivando il
licenziamento "per incapacità....".
In seguito egli fu
medico a Manciano ed a Castiglione della Pescaia.
Tentò più volte di concorrere alla condotta di Capoliveri, rimasta
nuovamente vacante, ma ciò gli fu impedito dai suoi nemici
"formidabili" come egli stesso li definisce " ebbi
la sventura di avere tre nemici formidabili, due in patria,
l'arciprete Garbaglia e Vincenzo Mellini, l'altro in Portoferraio
nella persona del consultore di Governo, Signor Teodoro Corsi" [Esposto
del Dr. Silvio al Governatore dell'Elba, atti di governo n° 188],
che per impedirgli di partecipare al concorso esigevano due
certificati, uno di moralità e l'altro di sana politica, ritenendo
che
quest'ultimo non potesse essergli rilasciato a causa della sua
precedente condanna.
La maestra Haydée Messina, nell'articolo citato, afferma che il
direttore delle miniere di Calamita diceva apertamente che chi
avesse dato voto favorevole alla nomina di medico condotto del
Silvio, sarebbe stato espulso dalle miniere.
Nel 1860 lasciò la Maremma e tornò a Capoliveri, non come medico
condotto, ma chiamato da parenti ed amici che si autotassarono per
essere da lui assistiti in caso di malattia.
Dopo l'unificazione ebbe la nomina a medico militare e tale rimase
fino al 1871.
Accettò la condotta di Sant'llario nel 1872,
grazie alle insistenze di Don Andrea Quintavalle, suo buon amico e
canonico di quel paese.
Nello stesso anno scrisse le sue memorie che furono poi distrutte
dal figlio Attilio in un momento di pazzia.
Ignota è anche la fine di una cassetta di documenti che il Dr.
Frattini, marito della figlia del Silvio, Gorgonia, affidò, prima
di morire, ad un amico di famiglia perché fosse consegnata in Municipio o ad un
museo.
Vincenzo Silvio morì a Sant'llario il 9 maggio
1873.
Di lui non restano cippi e marmorei monumenti e presto fu da
tutti dimenticato.
La maestra Messina, a conclusione del suo articolo, rivolse un
appello all'allora sindaco Figaia perché una via di Capoliveri
fosse intitolata al Dr. Vincenzo Silvio.
La nostra Associazione, nella costante opera di mantenere vive le
memorie del nostro paese, rinnova l'appello all'attuale
Amministrazione di Capoliveri affinché si adoperi per perpetuare il
ricordo di questo suo meritevole figlio.
|
|