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Il quadro, opera dell'allievo prediletto di Michelangelo assieme a Sebastiano del Piombo, fu dato in forma di bozzetto dal Maestro ai suoi scolari (appartenenti alla bottega) perché ne traessero ispirazione per pitture finite in ogni particolare. Il Santuario, arricchito successivamente dagli affreschi di Eugenio Allori, è stato custodito fino al secolo scorso da romiti (eremiti) che vestivano l'abito sacro. Nel 1792, alcuni monaci francesi profughi dalla Francia rivoluzionaria furono ospitati nell'annesso romitorio e vollero costruire, come testimonianza della loro presenza e come segno di ringraziamento per l'accoglienza ricevuta, la strada che dal Santuario sale fino al paese. Un mecenate tedesco, il signor Gustav Blankenagel di Kòln, negli anni Sessanta, fece restaurare le fondamenta perimetrali, fece intonacare tutte le mura esterne ed infine volle che tutto il Santuario fosse decorato da Egidio Scotto. Durante quei lavori di restauro, l'Altare maggiore, liberato dalle stuccature barocche che si stavano deteriorando, ha recato la lieta sorpresa della ricomparsa di un altare in pietra d'epoca medievale, segno di una preesistente struttura religiosa. |
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