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Costruita nel XII secolo su un preesistente edificio sacro
d'epoca longobarda, la Pieve di San Michele, in puro stile
romanico-pisano come altre plebanie elbane del periodo della
dominazione di Pisa, fu ricordata nelle cronache ecclesiastiche come
la chiesa elbana più importante e dalla rendita patrimoniale più
ricca dell'isola.
Da questo tempio il Papa, di ritorno dalla
cattività avignonese (periodo in cui il Pontificato ebbe sede ad
Avignone), costretto da una tempesta in mare aperto a sostare
all'isola d'Elba, impartì la sua benedizione alle popolazioni
elbane qua raccolte. Nella prima metà del XVI secolo, la chiesa fu
completamente distrutta, esclusa l'abside, dalle truppe
turco-barbaresche del Barbarossa.
Mai più ricostruita nella sua
interezza, fu successivamente utilizzata come Camposanto della
Comunità di Capoliveri, fino alle leggi napoleoniche che proibirono
l'inumazione nelle chiese. |
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