Nepitella

Nome popolare   Nepitella all' Elba, Mentuccia e Mentastro.

Nome scientifico   Calamìntha nepèta.

Descrizione   I fusticini, con sezione quadrangolare e che raggiungono una lunghezza fino a 50-70 cm, hanno portamento variabile, in parte sdraiato ed in parte eretto. Sono inoltre pelosi e di solito ramificati. Le foglie sono opposte di forma ovale con base frequentemente cordata, piuttosto pelose anch'esse, soprattutto nella pagina inferiore. Il loro margine è intero per una certa parte e poi dentato. I fiori sono riuniti in numero di 3-9, sono piccoli e di color rosa con alcune macchie bianche.

Habitat    In quasi tutta l' Italia, specialmente nelle zone montane, nei boschi, nei luoghi freschi, nei terreni incolti con terreno calcareo, fino a 1.500 metri. Nei luoghi erbosi dell' Elba è frequente questa pianta erbacea perenne e dal rizoma strisciante.

Utilizzo in cucina   La Nepitella ha un aroma inconfondibile e  viene usata largamente nella nostra cucina. 

Ricette  -   Non c'è una ricetta vera e propria, cioè un piatto fatto esclusivamente con le foglie di questa pianta  ma all'Elba se fa un grande uso, soprattutto in estate: nel sugo per cuocere le lumache, nei funghi trifolati, sui pomodori conditi, nella panzanella. A proposito di quest'ultima ricordiamo un detto tipicamente elbano: "La panzanella non è bella se non c'è la Nepitella."  Olio, aglio, Nepitella e salsa di pomodoro: il tutto fatto cuocere per qualche minuto diventa un ottimo e semplice condimento, soprattutto adatto per il bollito (carne lessa).

Curiosità    La Nepitella era legata, nel passato, a proprietà curative molto fantasiose, tra cui guariva l'elefantiasi e sul finire dell' 800 si credeva che gli animali che brucavano la Nepitella assumessero non solo l' aspetto più vivace ma si muovessero compiaciuti della forza acquisita da questa pianta.

Data e luogo di raccolta  :  11/10/2001 a Mola

A cura di  Alessandro  Sardi  e  Alessia.  Marinari