IL LENTISCO

Nome popolare: Lentisco
Nome scientifico: Pistacea lentiscum
Decscrizione: E' un arbusto di dimenzione piuttosto modeste che ragginge talvolta i 4-5 m. di altezza. Le foglie sono composte e persistenti; i fiori sono racemi di colore rosso; il frutto è una piccola drupa rotonda di colore rosso vinoso a maturità è ricca di olio ( 8-16%). Il legno, ben differenziato tra alburno e durame, è molto duro ma non ha mai trovato applicazioni a causa delle modeste dimensioni.
Habitat: E' una specie tipicamente mediterranea con una vasta area di diffusione che va dalle isole Canarie all'Asia Minore; in Italia si trovalungo le coste tirreniche e nelle isole. All'Elba e' assai frequente soprattutto nella bassa macchia.
Utilizzo: Dalle bacche si ricava un olio molto buono, che un tempo veniva utilizzato al posto dell'olio d'oliva. Gli Elbani ne conobbero l'uso in tempo di guerra; dalle foglie si ricava anche il tannino da concia. Inoltre le stesse foglie bruciate davano una cenere particolarmente ricca di potassa che veniva impiegata come fertilizzante. Il mastice cioè la resina del lentisco, contiene un acido aromatico e un'essenza ricca di pinene. Masticato diventa una pasta malleabile come la cera , che aderisce ai denti: essa era usata un tempo come i moderni cewing-gum. Grazie alla sua azione anti infiammatoria e antisettica combatte la piorrea e la gengivite. E' utile nella cura della paradontosi ( inffiammazione e degenerazioni dei tessuti, di sostegno del dente) che è la causa principale della caduta dei denti. Inoltre profuma l'alito, producendo una sensazione di frteschezza e pulizia. Sia la resina del lentisco sia il decotto preparato con le foglie e i fusti costituiscono un dentifricio naturale. Ottimo il carbone ricavato dal suo legno
A cura di: ELISA COPPINI e YLENIA BUONGIORNO
Data di raccolta: 27/02/2001